PARTE 7 — Il carillon della madre e le ombre nel centro storico
Le parole sussurrate da Trà prima di essere presa in carico dai servizi sociali per essere trasferita in una struttura protetta risuonavano incessantemente nella mente di Thanh mentre usciva dagli uffici della questura all'alba. Il cielo sopra Cremona cominciava lentamente a tingersi di un grigio plumbeo, mentre la nebbia mattutina avvolgeva i monumenti storici della città, conferendo alla piazza del Duomo un aspetto quasi spettrale e silenzioso.
La rivelazione della bambina aveva aperto una pista investigativa del tutto inaspettata: un carillon appartenuto alla madre, custodito dalla nonna materna in un'abitazione nel cuore del centro storico di Cremona, un luogo che teoricamente avrebbe dovuto essere sicuro ma che, alla luce degli ultimi sviluppi, rischiava di essere il prossimo obiettivo dei complici di Tuấn ancora a piede libero.
Thanh sapeva perfettamente che avrebbe dovuto informare immediatamente l'ispettore di polizia, ma l'istinto di protezione nei confronti di Trà e il timore che le procedure burocratiche potessero rallentare l'intervento la spinsero a prendere una decisione azzardata: recarsi prima lei stessa in quella casa per mettere in salvo il carillon prima che qualcun altro potesse arrivarci.
Guidando la sua utilitaria attraverso le strette vie lastricate del centro storico, dove le botteghe artigiane dei famosi liutai cremonesi stavano appena iniziando ad aprire le loro serrande, Thanh cercava di mantenere la massima discrezione per non attirare attenzioni indesiderate. L'indirizzo fornito approssimativamente da Trà corrispondeva a un vecchio palazzo nobiliare del sedicesimo secolo, suddiviso in diversi appartamenti popolari, situato in una traversa silenziosa a pochi passi dalla centralissima Piazza Roma.
Parcheggiata l'auto in un angolo poco visibile, la maestra si incamminò a piedi lungo il marciapiede umido, stringendo la borsa di cuoio sotto il braccio e guardandosi continuamente alle spalle per sincerarsi di non essere pedinata da nessuno. Arrivata davanti al portone d'ingresso in legno massiccio del palazzo, notò con sollievo che era socchiuso, probabilmente a causa del passaggio mattutino di qualche condomino uscito per andare al lavoro o a fare la spesa nei mercati rionali.
Varcato l'atrio decorato con antichi affreschi sbiaditi dal tempo e dall'umidità, Thanh salì rapidamente le scale in pietra logorata dal calpestio di secoli, raggiungendo il secondo piano dove si trovava l'appartamento della nonna di Trà, un'anziana donna di nome Maria che la bambina aveva nominato raramente e con un velo di profonda tristezza. Giunta davanti alla porta contrassegnata dal numero sette, la donna notò subito un dettaglio agghiacciante che le fece gelare il sangue nelle vene: la serratura della porta non era semplicemente socchiusa, ma presentava evidenti segni di effrazione, con il legno intorno al catenaccio scheggiato e trucioli freschi sparsi sul pavimento del pianerottolo.
Qualcuno era arrivato lì prima di lei, e molto probabilmente si trovava ancora all'interno dell'appartamento alla ricerca del prezioso carillon nascosto dalla famiglia. Il panico e l'adrenalina presero il sopravvento, ma la determinazione a proteggere ciò che apparteneva a Trà fu più forte della paura; Thanh appoggiò lentamente la mano sulla maniglia fredda e spinse l'uscio per scoprire chi si celasse nell'ombra di quella casa.






