IL SEGRETO DEI RAVENNA
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IL SEGRETO DEI RAVENNA

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PARTE 8: IL SECONDO ANLLO DELLA CORRUZIONE

La presenza del preside Vance e delle guardie di sicurezza trasformò istantaneamente l'atmosfera nella stanza blindata da un confronto privato a un vero e proprio arresto in flagranza di reato. Beatrice cercò per un istante di farsi strada verso l'uscita, ma le guardie bloccarono immediatamente il passaggio, sbarrandole la via con una calma professionale che non ammetteva repliche. «Signorina Beatrice», esordì il preside Vance con voce severa, avanzando di un passo e osservando i documenti sparsi sul tavolo. «Violazione di domicilio in un'area riservata, sottrazione di documenti riservati e tentato furto di materiale d'archivio protetto.

Questi sono reati gravi che potrebbero compromettere definitivamente non solo la sua carriera scolastica, ma anche il suo futuro universitario.» Beatrice scoppiò a piangere istericamente, lasciandosi cadere pesantemente su una sedia di metallo vicina. «Io non volevo farlo! Sono stata costretta! Se non fossi scesa qui a cercare quei fascicoli, avrebbero... mi avrebbero distrutta!» Mi avvicinai lentamente a lei, posando la torcia sul tavolo e incrociando le braccia al petto. «Chi ti ha costretta, Beatrice?

Parla adesso, ed eviterò che il mio dipartimento legale depositi immediatamente la denuncia alla procura della Repubblica.» Beatrice singhiozzava copiosamente, coprendosi il volto con le mani tremanti. «Era... era l'avvocato Moretti... il legale storico della fondazione e consulente personale del comitato direttivo cittadino. Mi ha ricattata dicendo che se non fossi riuscita a sottrarre le prove dei vecchi bilanci manipolati, avrebbe fatto in modo che la borsa di studio di mia sorella venisse revocata immediatamente.» Il nome dell'avvocato Moretti fece scattare un ulteriore tassello nel grande mosaico della mia indagine.

Moretti non era un semplice professionista al servizio dei Ravenna; era il vero custode e burattinaio di tutti i segreti finanziari illeciti che legavano la vecchia amministrazione scolastica ai politici corrotti della città. Mi voltai verso il preside Vance. «Hai sentito, Victor? L'avvocato Moretti sta cercando di coprire le tracce prima che i revisori indipendenti completino l'audit generale.» Il preside annuì gravemente, con un'espressione cupa sul volto. «Moretti detiene le chiavi secondarie del caveau notarile principale situato nel centro direzionale della città.

Se non agiamo subito, distruggerà o sposterà tutte le prove definitive prima dell'alba.» Guardai Beatrice con uno sguardo freddo ma pragmatico. «Ascoltami bene, Beatrice. La tua unica possibilità di salvezza ora è collaborare pienamente. Domani mattina verrai convocata nell'ufficio principale per firmare una deposizione giurata in cui confermi il ricatto di Moretti.» Beatrice annuì freneticamente, asciugandosi le lacrime con la manica del cappotto. «Sì... sì, farò tutto quello che chiedete, vi giuro!» «Bene», dissi rivolgendomi poi al preside Vance e alle guardie. «Prendete tutti i fascicoli di questa stanza e trasferiteli immediatamente nella cassaforte digitale del mio ufficio privato.

Domani mattina alle otto apriremo ufficialmente la caccia all'avvocato Moretti.» Mentre le guardie raccoglievano i documenti in pesanti valigie di sicurezza, guardai verso l'uscita dei sotterranei, consapevole che la battaglia stava per entrare nella sua fase più critica e spietata.