8. La Prima Uditrice Preliminare e le Richieste del PM
Il giorno dell'udienza preliminare presso il tribunale di Milano rappresentò il momento della verità e della resa dei conti giudiziaria. L'aula del tribunale era gremita di giornalisti, operatori televisivi e curiosi attratti dalla risonanza mediatica dello scandalo finanziario. Moretti e Donatella sedevano al banco degli imputati, visibilmente invecchiati, con i volti tesi e lo sguardo basso, incapaci di sostenere gli sguardi severi del pubblico e dei magistrati.
Il pubblico ministero, il dottor Marini, espose con una requisitoria impeccabile e dettagliata tutte le prove raccolte nel corso delle indagini, dimostrando senza alcuna ombra di dubbio la premeditazione della frode e il tentativo di calunnia nei miei confronti attraverso l'uso fraudolento del badge e delle firme falsificate. La difesa degli imputati tentò un'ultima e disperata mossa, sostenendo che le registrazioni audio erano state manipolate e che la responsabilità ricadeva esclusivamente su di me e su Marta, ma le perizie tecniche depositate dagli esperti della polizia giudiziaria smontarono punto per punto ogni singola argomentazione difensiva.
Il giudice per l'udienza preliminare, dopo una breve camera di consiglio, emise il verdetto atteso da mesi: gli imputati furono rinviati a giudizio con accuse pesantissime, e il processo dibattimentale fu fissato per l'inizio dell'autunno successivo. Uscendo dal tribunale sotto una pioggia sottile ma rinfrescante, sentii che il peso che avevo portato sulle spalle per mesi si era finalmente dissolto, lasciando spazio a una leggerezza e a una serenità che non provavo da tempo.






