6. Il Contropannico in Azienda e le Mosse Disperate
La reazione dei vertici aziendali di fronte al blitz della Guardia di Finanza fu fulminea e caratterizzata da un panico incontrollabile. Moretti e Donatella cercarono inizialmente di minimizzare l'accaduto, rilasciando dichiarazioni pubbliche in cui parlavano di un equivoco amministrativo e accusando me e Marta di aver agito per rancore personale dopo essere state scoperte in presunte irregolarità lavorative.
Tuttavia, la strategia difensiva dei due dirigenti crollò miseramente quando il dottor Marini rese pubblici i dettagli delle registrazioni audio e i tabulati bancari delle società estere riconducibili a Moretti. L'amministratore delegato della multinazionale, convocato d'urgenza dal consiglio di amministrazione europeo, prese le distanze dai dirigenti coinvolti nello scandalo, disponendo il loro immediato licenziamento per giusta causa e offrendo la piena collaborazione dell'azienda con gli inquirenti per tutelare l'immagine del marchio.
Donatella fu vista lasciare la sede centrale di Milano con il volto coperto da una sciarpa e gli occhi sgranati dalla rabbia, inseguita dai flash dei fotoreporter e dalle telecamere delle televisioni locali. Moretti, chiuso nel suo appartamento di lusso in centro, tentò disperatamente di contattare Marta per convincerla a ritirare la testimonianza, offrendole cifre astronomiche di denaro in cambio del suo silenzio. Ma Marta, ormai protetta dal nostro avvocato e consapevole che ogni suo tentativo di corruzione veniva registrato e monitorato dagli inquirenti, rifiutò sdegnosamente ogni proposta, chiudendo definitivamente la porta a qualsiasi accordo sottobanco.






