L'Inganno del Badge
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L'Inganno del Badge

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2. Il Messaggio Nascosto nella Segreteria

Il file audio registrato sulla segreteria del vecchio numero di servizio di Marta era rimasto lì, dimenticato tra le notifiche silenziose di un apparecchio che avevo quasi smesso di consultare. Quando premetti il tasto di ascolto, il cuore mi batté all'impazzata. La voce metallica e distorta ma inconfondibile non era quella di Marta, bensì quella di un uomo che conoscevo fin troppo bene: l'ingegner Moretti, il direttore operativo della filiale, l'uomo che poche settimane prima mi aveva fatto capire chiaramente che le donne ambiziose non avevano vita facile in quella divisione aziendale.

"Fai attenzione a quello che firmi con il badge della tua collega," diceva la voce registrata con un tono freddo e calcolatore, "la nuova arrivata farà comodo per chiudere il buco di bilancio sui fondi di ricerca. Tu sparisci per un paio di settimane e lascia che sia lei a firmare i rapporti modificati; al resto penserà Donatella con l'ufficio legale." Quelle parole risuonarono nella mia stanza buia come una sentenza inappellabile.

Non si trattava di un semplice errore amministrativo o di una leggerezza di Marta, ma di un piano criminoso premeditato nei minimi dettagli per coprire ammanchi finanziari milionari, attribuendo la colpa a me che ero l'ultima arrivata, la dipendente più vulnerabile e priva di potenti sponsor politici all'interno dell'azienda. Sentii un brivido freddo percorribilmente la schiena, seguito immediatamente da un'ondata di determinazione feroce.

Non avrei permesso che la mia reputazione professionale venisse calpestata da un gruppo di dirigenti corrotti senza combattere con ogni mezzo a mia disposizione. Conservai il file audio duplicandolo su tre diversi dispositivi di sicurezza e iniziai a pianificare la mia mossa successiva, consapevole che la giustizia ordinaria avrebbe dovuto esaminare non solo la mia presunta colpevolezza, ma l'intera rete di complicità che legava Moretti e Donatella.