L'Inganno del Badge
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L'Inganno del Badge

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3. L'Incontro Clandestino con Marta

Trovare Marta non fu facile, ma la disperazione e la sete di verità mi guidarono verso i luoghi che frequentava prima della sua misteriosa scomparsa. Scoprii che si era rifugiata in un piccolo albergo di provincia nei dintorni di Bergamo, terrorizzata dalle minacce ricevute dallo stesso Moretti quando aveva capito la gravità del raggiro in cui l'avevano coinvolta.

Quando la affrontai nella hall semivuota dell'albergo, Marta scoppiò immediatamente in lacrime, crollando sotto il peso dei suoi stessi sensi di colpa. "Non volevo farlo, Elena, credimi!" singhiozzava coprendosi il viso con le mani. "Mi avevano promesso una promozione e un trasferimento a Londra, ma quando ho capito che stavano usando il mio badge e la tua firma per coprire una frode fiscale colossale, Moretti mi ha minacciata dicendomi che avrebbero distrutto la mia famiglia se avessi fiatato." Le fermai i polsi con decisione, guardandola dritta negli occhi con uno sguardo che non ammetteva repliche.

"Adesso le cose sono cambiate, Marta," le dissi con voce ferma e controllata. "Non sei più sola in questo incubo. Ho salvato la registrazione della chiamata di Moretti e ho tutte le prove necessarie per dimostrare che siamo entrambe vittime di un sistema corrotto. Ma abbiamo bisogno che tu firmi una deposizione ufficiale davanti a un notaio e che testimonii davanti alla magistratura." Marta esitò per lunghi secondi, soppesando il rischio di sfidare un dirigente potente come Moretti contro la prospettiva di vivere il resto della sua vita nel terrore e con la coscienza sporca. Alla fine, vedendo la mia assoluta risolutezza, annuì lentamente, asciugandosi le lacrime e comprendendo che l'unica via d'uscita da quel pantano era la verità processuale.