La signora Harrow aprì la bocca, balbettando parole sconnesse nel tentativo disperato di giustificare l'ingiustificabile. «Io... io pensavo che... le informazioni fossero troppo complesse per un'alunna di terza elementare... ho agito per impedire che... che ci fossero falsificazioni...»
«Falsificazioni?» esclamò Ben, senza perdere la calma ma lasciando trasparire una punta di sdegno tagliente nella voce. «Un educatore degno di questo nome avrebbe dovuto verificare le fonti prima di umiliare un'alunna davanti all'intera classe, costringendola a scusarsi per aver detto la verità. La verifica è il fondamento dell'insegnamento, signora Harrow, non il pregiudizio e la censura arbitraria.»
La direttrice Miller chiuse gli occhi per un secondo, inspirando profondamente per mantenere la compostezza istituzionale, ma la sua decisione era ormai presa. «Signora Harrow, è sospesa dalle sue funzioni a partire da questo momento, in attesa di un procedimento disciplinare formale da parte del consiglio d'istituto. Ritiri i suoi effetti personali dall'aula e si presenti nell'ufficio amministrativo tra dieci minuti.»
Un silenzio di tomba calò nel cortile. Nessuno osò fiatare. La signora Harrow impallidì mortalmente, voltandosi di scatto e rientrando nell'edificio scolastico a passo svelto, con i tacchi che battevano furiosamente sul pavimento, tra gli sguardi freddi e distaccati di colleghi e genitori.






