PARTE 12: IL CROLLO DEL CASTELLO DI BUGIE
I colpi violenti alla porta principale si susseguirono senza sosta, accompagnati dalla voce metallica dell'altoparlante della polizia che ordinava a chiunque si trovasse all'interno di uscire con le mani ben visibili. Il soggiorno era ormai illuminato quasi esclusivamente dal lampeggiare continuo dei girofari blu e rossi delle pattuglie parcheggiate nel vialetto.
Alessandro rimase immobile al centro della stanza, con lo sguardo perso nel vuoto. Il peso di vent'anni di menzogne, fughe e segreti inconfessabili lo aveva finalmente schiacciato, privandolo di ogni forza e di ogni velleità di difesa. Lorenzo, preso dal panico, iniziò a camminare avanti e indietro vicino alla finestra, cercando una via di fuga alternativa che sapeva non esistere.
"Ci hai rovinati tutti, maledetto!" gridò Lorenzo contro il fratello, furioso per essere rimasto intrappolato nella trappola che la stessa Sofia aveva orchestrato. Elena, invece, era rimasta seduta sul bordo del divano, con le mani che le tremavano visibilmente e il cuore che batteva all'impazzata. Guardava la bambina che aveva cresciuto e amato come una figlia, rendendosi conto di non aver mai saputo chi fosse veramente quella dodicenne dal passato oscuro.
"Sofia..." mormorò Elena con un filo di voce, cercando di stabilire un contatto umano in mezzo a quel caos. "Perché ti sei spinta a tanto? Potevi parlare con noi, potevi fidarti di..." La bambina la interruppe con un gesto secco della mano, lo sguardo impenetrabile. "Fidarmi di chi, Elena? Di un uomo che ha calpestato la mia famiglia e mi ha rubato il futuro?" Le pesanti ante della porta d'ingresso cedettero improvvisamente sotto i colpi decisi degli agenti in assetto antisommossa, che fecero irruzione nella villa urlando ordini secchi e puntando le torce.
In mezzo agli agenti, un volto noto avanzò lentamente nel soggiorno: era il giudice dell'udienza a porte chiuse, accompagnato da un ufficiale della squadra mobile. Il magistrato fissò Alessandro con un'espressione severa, prima di pronunciare le parole che sancirono la fine definitiva di ogni illusione. "Alessandro Moretti, alias Roberto Rossi, in nome della legge lei è in arresto per frode, occultamento di beni e concorso in estorsione."






