LA SCATOLA ROSSA DELLA MADRE
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LA SCATOLA ROSSA DELLA MADRE

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PARTE 6 – LA SECONDA IRRUZIONE

Il panico mi avvolse il cuore come una mano gelida. Erano tornati, e questa volta erano in diversi. La mia casa non era più un rifugio sicuro; era diventata una trappola da cui sembrava non esserci via d'uscita.

Dovevo correre. Dovevo portare con me la scatola rossa. Quella era l'unica prova, l'unica chiave per uscire dall'incubo in cui ero caduto.

Afferrai il taccuino, lo infilai nella tasca del cappotto, strinsi la scatola sotto il braccio e corsi nel corridoio. Proprio in quel momento, udii il rumore di attrezzi applicati alla serratura della porta d'ingresso. Stavano cercando di forzare l'apertura.

ClIC.

La serratura cedette. La porta si spalancò.

Corsi verso le scale e mi precipitai alla massima velocità verso il sicuro isolamento della mia camera da letto. Chiusi la porta a chiave e vi spinsi davanti un pesante guardaroba. Il mio cuore martellava nelle orecchie come se potesse esplodere da un momento all'altro.

Di sotto, udii pesanti passi entrare nel corridoio. Le voci suonavano ovattate, ma aggressive.

“Cercate ovunque,” sentii urlare la voce rauca di prima. “La scatola deve essere da qualche parte qui. Se non la troviamo prima dell'alba, siamo nei guai fino al collo.”

Rimasi in piedi nell'oscurità della mia camera da letto, con la schiena premuta contro la porta chiusa. Lo schermo del mio telefono si illuminò. Un messaggio di testo apparve sullo schermo. Da un numero sconosciuto.

“Guarda fuori dalla finestra nel cortile sul retro. Apri in fretta.”

Mi avvicinai alla finestra e tirai la tenda da parte di un piccolo spiraglio. Giù nel giardino buio, vicino alla recinzione che confinava con il bosco, c'era una figura. Una mano mi salutava.

Era mio fratello.

Per dodici anni lo avevo odiato. Per dodici anni avevo creduto che avesse abbandonato me e la mamma. Ma ora era lì nella pioggia battente per salvarmi la vita.

Non ci pensai più. Spalancai la finestra. La pioggia fredda mi colpì il viso.

“Forza!” sussurrò più forte che osava dal giardino.

Salii sul davanzale, stringendo forte la scatola rossa tra le mani. Di sotto nella casa, udii il rumore di passi che salivano le scale. Erano quasi arrivati alla mia camera da letto.

Mi lasciai cadere.