Il sapore metallico del sangue e l'odore pungente del fumo da granata riempivano l'atrio della Banque d'Anvers. La ferita alla spalla mi bruciava come fuoco vivo, ma la pallottola aveva solo scalfito la carne senza lesionare organi vitali. Tom strappò un lembo della sua camicia e la pressò con forza sulla mia ferita, gli occhi disperati per il terrore di perdermi proprio ora che ci eravamo ritrovati.
"Sto bene, Tom... sto bene," mormorai a fatica, cercando di rassicurarlo. "Non lasciarlo scappare... non deve sparire di nuovo."
L'ispettrice Claes irruppe nell'atrio con il giubbotto antiproiettile e la pistola in pugno, seguita da sei agenti armati fino ai denti. "Squadra Due, bloccate tutte le uscite di emergenza e la rete fognaria collegata al caveau! Squadra Tre, con me nel sotterraneo!"
"Vengo con voi," disse Tom scattando in piedi.
"È pericoloso, ragazzo! Rimani con tua madre!" gli ingiunse la Claes.
"Conosco la struttura delle cassette di sicurezza!" replicò Tom con voce carica di rabbia adirata. "Mio padre mi costringeva a studiare le mappe delle banche dove nascondeva i suoi fondi! So dove si trova l'uscita secondaria di sicurezza della cassaforte 408!"
L'ispettrice guardò Tom, poi guardò me. Io feci un cenno con la testa: "Vai, Tom. Finisci questa storia."
Tom si unì agli agenti d'assalto mentre si precipitavano giù per la rampa di scale in marmo scuro che conduceva nei meandri sotterranei dell'istituto di credito. Rimanetti adagiata contro la colonna principale dell'atrio, assistita da un soccorritore della polizia che cominciava a medicarmi la spalla.
Nei sotterranei della banca, il silenzio era opprimente, interrotto soltanto dal ronzio dei generatori d'emergenza e dall'eco dei passi tattici della polizia. La porta d'acciaio del caveau principale, pesante diverse tonnellate, era spalancata. All'interno, migliaia di piccole cassette di sicurezza in metallo lucido ricoprivano le pareti fino al soffitto.
Marc si era barricato nella sezione riservata 400-450, una stanza blindata accessibile solo tramite un passaggio strettissimo protetto da una grata di sicurezza che aveva chiuso alle sue spalle.
"Marc! È finita!" gridò l'ispettrice Claes dall'esterno della grata, puntando l'arma verso la penombra. "Sei intrappolato! Non ci sono vie di fuga dal caveau!"
Dall'interno della stanza riservata giunse la risata isterica di Marc, una risata priva di ogni controllo razionale. "Pensi davvero che un uomo come me non abbia una via d'uscita, Claes? Questa banca è stata costruita sopra i vecchi canali sotterranei del XVI secolo! C'è un condotto di scolo dietro la cassetta 408!"
Tom si fece avanti accanto all'ispettrice. "Ti sbagli, Marc! Quel condotto è stato cementato cinque anni fa durante i lavori di ristrutturazione della rete fognaria di Anversa! Non c'è nessuna via d'uscita lì dietro! Sei in una trappola che ti sei costruito da solo!"
Si fece un silenzio improvviso e gelido all'interno della stanza blindata. Si sentì il rumore di dita che scavavano disperatamente contro la parete di cemento dietro i pannelli metallici rimossi. Marc aveva scoperto la verità: la sua via di fuga segreta era un vicolo cieco di cemento armato solido.
"No... no! È impossibile!" urlando Marc con voce stridula, il panico che spezzava la sua maschera di perfezione. "Io ho pagato gli ingegneri! Ho pagato il comune!"
"I soldi non ricomprano la realtà, Marc," disse Tom con voce ferma e priva di pietà. "Sei rimasto solo con le tue bugie."
Attraverso le sbarre della grata, scorgemmo la figura di Marc. Era smagrito, con i vestiti imbrattati di polvere di cemento, la pistola che gli tremava nella mano destra e la valigetta dei titoli azionari spalancata a terra, con le banconote e i documenti falsi sparsi sul pavimento sporco.
"Non andrò in prigione," sibilò Marc, gli occhi sgranati dalla pazzia. "Non darò a tua madre la soddisfazione di vedermi in catene!"
Marc alzò la pistola verso la propria tempia.
"No!" gridò l'ispettrice Claes, cercando di intervenire, ma la grata blindata impediva qualsiasi azione rapida.
Un singolo colpo di pistola rimbombò nella stanza blindata del caveau, seguito dal rumore sordo di un corpo che crollava sulla pavimentazione di metallo. Poi, il silenzio riavvolse ogni cosa.






