IL CESTO DELLA BIANCHERIA SPORCA E IL BIGLIETTO STRAPPATO A METÀ
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IL CESTO DELLA BIANCHERIA SPORCA E IL BIGLIETTO STRAPPATO A METÀ

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Subito dopo la fine della cerimonia, mentre i corridoi dell'università si riempivano di studenti festanti, abbracci e flash di macchine fotografiche, presi Luca ed Elia per mano. «Ascoltatemi bene», dissi con voce insolitamente tesa, cercando di mantenere la calma. «Dobbiamo tornare a casa subito. C'è una cosa importante di cui dobbiamo parlare.» I ragazzi mi guardarono sorpresi, abituati alla mia solita serenità e spensieratezza in giorni di festa come quello. «Ma zia, ci sono i festeggiamenti con i professori», protestò Elia, accennando un sorriso confuso. «Niente discussioni, andiamo», replicai con una fermezza che non ammetteva repliche. Rientrammo nel nostro piccolo appartamento sopra la lavanderia, un luogo che profumava ancora di detersivo e calore familiare, ma che in quel momento mi sembrava improvvisamente troppo stretto per contenere la tempesta che stava per scatenarsi. Corsi dritta in camera mia, aprii l'armadio e tirai fuori la vecchia scatola di metallo arrugginita. La aprii con mani tremanti. All'interno, adagiato su un pezzo di velluto sbiadito, c'era il frammento di carta che custodivo come una reliquia da vent'anni. Lo presi delicatamente tra le dita e lessi per l'ennesima volta quelle poche parole scritte con la calligrafia frettolosa di Marco: "...se un giorno dovessi tornare, sappi che non è per affetto, ma per riprendermi ciò che è mio di diritto. I miei figli valgono oro...". Quella frase mi aveva sempre terrorizzato, ma la seconda metà, quella che Marco aveva tenuto con sé e che aveva mostrato sul palco, cosa diceva? Qual era la seconda parte di quel patto scellerato? I miei pensieri furono interrotti da un colpo secco alla porta d'ingresso. Un rintocco pesante che fece sussultare i gemelli, seduti in salotto con le loro toghe ancora indosso. Andai ad aprire, con il respiro corto e i pugni serrati. Sull'uscio, illuminato dalla luce fioca del pianerottolo, c'era lui. Marco.