L'Ombra del Passato a Oakridge
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L'Ombra del Passato a Oakridge

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Il cuore mi martellava nelle orecchie come un tamburo di guerra. La guardia giurata era sulla soglia dell'ufficio, la torcia in una mano e una pesante torcia di metallo nell'altra, pronta a dare l'allarme.

— Prendi i documenti e scappa! — mi urlò Lucas, spingendomi con forza verso la finestra laterale che dava sul retro, mentre lui si faceva avanti per fare da scudo e bloccare l'uomo.

— No, Lucas! Non ti lascio qui! — gridai, stringendo al petto il fascicolo con i documenti scottanti.

— Vai, Elena! È l'unico modo! Ti raggiungo al capanno! — mi intimò lui, prima di scagliarsi contro la guardia per placcarla e guadagnare secondi preziosi.

Non ebbi altra scelta. Corsi verso la grande vetrata, la colpii con il manico della torcia finché il vetro non andò in frantumi con un rumore assordante, e mi calai nel vuoto, atterrando malamente sul prato fangoso sottostante. Sentii le grida provenire dall'ufficio, il tonfo di una colluttazione e poi il suono concitato di un allarme antintrusione che cominciava a ululare in tutto il complesso industriale, squarciando il silenzio della notte di Oakridge.

Corsi come non avevo mai fatto in vita mia, con i documenti stretti al petto e il fango che mi schizzava sulle gambe. Tagliai attraverso il bosco buio, scansando rami bassi che mi graffiavano il viso, guidata solo dalla luce intermittente della mia torcia e dalla speranza di farcela. Dopo venti minuti di corsa sfrenata, arrivai al punto di ritrovo concordato con l'avvocato Moretti: il vecchio ponte di pietra lungo la strada statale.

L'auto dell'avvocato era lì ad aspettarmi, con il motore acceso e i fari spenti. Appena mi vide sbucare dal bosco, Moretti scese dall'abitacolo e mi aprì la portiera di corsa.

— Signora Elena! Siete ferita? Avete i documenti? — mi chiese con voce concitata, aiutandomi a salire.

Corsi a sedermi sul sedile posteriore, ansimando pesantemente, e gli porsi il fascicolo legato con il nastro rosso.

— Li ho... li ho presi tutti. Ma Lucas... Lucas è rimasto dentro per coprirmi la fuga. Dobbiamo aiutarlo, avvocato! Non possiamo lasciarlo nelle mani dei Vance!

Moretti aprì velocemente il fascicolo sotto la luce del cruscotto, scorrendo rapidamente i fogli con gli occhi sgranati dalla meraviglia.

— Straordinario... c'è tutto. Ogni singolo dettaglio della truffa e dell'insabbiamento. Quanto a Lucas, non si preoccupi, signora: ho già allertato una pattuglia dei carabinieri della vicina città, lontana dall'influenza di Marcus Vance. Stanno già arrivando alla segheria.

Mentre l'avvocato premeva sull'acceleratore allontanandosi dalla zona industriale, guardai dal finestrino posteriore le luci della segheria che lampeggiavano nella notte. Sapevo che la tempesta era appena iniziata, ma per la prima volta dopo un anno di silenzi e paure, la verità non era più sepolta nel fango.