1. Il Sospetto Iniziale
La mia nipotina di sei anni si rifiutava di mangiare qualsiasi cosa cucinasse la matrigna. A tavola Brenda ha battuto il mestolo contro la pentola. Ha detto: "È viziata. O mangia o resta digiuna." La bambina teneva le mani intrecciate sotto il tavolo. Ho detto: "Allora le cucino io." L'ho presa in braccio sul fianco e l'ho portata via. Il giorno dopo il pediatra ha fatto analizzare la zuppa avanzata.
Ha smesso di parlare a metà frase e mi ha chiesto di sedermi. Ho tenuto la mano di mia nipote e ho fissato le piastrelle mentre l'orologio ticchettava. Due giorni dopo ha chiamato il laboratorio. Ho letto il referto e ho scoperto che indicava un farmaco che solo il fratello di mia nuora, farmacista, poteva ordinare... Il silenzio in quello studio medico fu assordante, rotto soltanto dal ticchettio regolare dell'orologio a pendolo sulla parete bianca.
Guardai la piccola Alice, i suoi grandi occhi azzurri spalancati dalla paura e dalla confusione, mentre stringeva il lembo della mia giacca con le sue dita fredde. Dottor Moretti abbassò lo sguardo sui documenti sparsi sulla scrivania, il suo volto contratto in un'espressione di cupa incredulità. Un farmaco sedativo e neurolettico, solitamente prescritto per gravi forme di ansia e disturbi psichiatrici negli adulti, era stato trovato in dosi elevate all'interno di una semplice zuppa di verdure preparata per una bambina di sei anni.
Le implicazioni di quella scoperta mi colpirono come un pugno nello stomaco. Non si trattava di semplice negligenza o di un capriccio infantile; qualcuno stava sistematicamente drogando mia nipote nella sua stessa casa. Ricordai le volte in cui Alice si era lamentata di sentirsi strana, di avere capogiri e una stanchezza cronica che la costringeva a dormire per ore dopo i pasti.
Eravamo convinti che fosse stanchezza scolastica o una fase di adattamento dopo la morte di suo padre, mio figlio Marco, avvenuta l'anno precedente in circostanze che ora, alla luce di questi fatti, assumevano contorni sinistri e terrificanti. Uscii dallo studio medico con la bambina stretta al petto, giurando a me stessa che avrei protetto quella creatura innocente a costo della mia stessa vita, costi quel che costi.






