LA CROCIERA CHE COSTÒ LORO UNA FORTUNA
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LA CROCIERA CHE COSTÒ LORO UNA FORTUNA

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L’estate successiva portò con sé una brezza leggera proveniente dall’oceano, che accarezzava le ampie vetrate della residenza protetta. Victoria aveva vissuto mesi intensi, ricchi di visite di amici sinceri, di momenti di condivisione e di una pace che non aveva mai conosciuto prima. Sebbene la malattia continuasse a fare il suo corso con la sua inesorabile progressione, il suo spirito era rimasto forte, fiero e luminoso come quello di un vero Marine.

Una sera di fine giugno, mentre il sole tramontava tingendo il cielo di sfumature calde tra il rosa e l’oro, mi sedetti accanto al suo letto, tenendole la mano come facevo sempre. Victoria aprì lentamente gli occhi e mi rivolse un ultimo, dolcissimo sorriso, privo di qualsiasi stanchezza.

«Hai fatto un ottimo lavoro, Morgan… sono così fiera di te», sussurrò con un filo di voce che sapeva di eterno riposo.

«Anche io sono fiera di te, Victoria… per sempre», risposi, appoggiando la fronte sulla sua mano, mentre una lacrima calda le bagnava le dita.

Victoria chiuse gli occhi serenamente, esalando il suo ultimo respiro con la stessa dignità e grazia con cui aveva affrontato ogni battaglia della sua vita. Non c’erano rimpianti, non c’erano ombre, solo la luce di un amore che nessuna crociera o egoismo umano avrebbe mai potuto scalfire o cancellare.