12. Un Nuovo Inizio in Salento
Un anno dopo la sentenza, la mia vita aveva trovato una dimensione di assoluta serenità, bellezza e indipendenza che non avrei mai sperato di raggiungere durante gli anni bui trascorsi nella villa di Bari. Mi ero trasferita stabilmente in una splendida e luminosa casa colonica ristrutturata nelle campagne di Otranto, immersa tra gli ulivi secolari e a pochi passi dal mare azzurro del Salento.
Avevo ripreso la mia attività professionale come consulente editoriale freelance, lavorando da remoto con case editrici nazionali e circondandomi di amici sinceri, di persone che mi apprezzavano per la mia forza, la mia intelligenza e la mia sensibilità, senza pretendere che io fossi una perfetta e sottomessa esecutrice di regole anacronistiche. La mia schiena era guarita perfettamente grazie a cicli di fisioterapia mirata e a una serenità mentale ritrovata che aveva cancellato ogni traccia di dolore fisico ed emotivo.
Spesso, la sera, mi sedevo sul portico di pietra bianca a guardare il tramonto che infuocava il cielo salentino, sorseggiando una tisana calda e pensando a quel giorno di convalescenza nel bagno di Bari, quando avevo lasciato che mia suocera buttasse le mie medicine nel water senza dire una parola. Quel silenzio calcolato, quella apparente debolezza e quel minuscolo registratore nascosto sotto il lavandino non erano stati atti di sottomissione, ma l'inizio di una strategia di liberazione perfetta.
Avevo dovuto toccare il fondo della sofferenza per risalire alla luce, e ora, guardando l'orizzonte infinito del mare, sapevo di aver vinto la battaglia più importante della mia vita: ero tornata a essere padrona del mio destino, libera e finalmente felice.






