PARTE 7 – IL CONFRONTO A CASA
Le parole nella lettera di mia madre erano scritte a mano nella sua solita grafia elegante. "Mia cara figlia," lessi piano ad alta voce nello studio del notaio. "Se stai leggendo questo, hai avuto il coraggio di affrontare la verità. Non hai perso i tuoi figli; hai ritrovato la tua forza. So che per anni hai pensato di aver fallito come madre perché sono diventati così.
Ma non dimenticare: hai fatto quello che potevi con l'amore che avevi. A volte l'amore non basta a sconfiggere la cattiveria, ma basta a salvare se stessi." Le lacrime scendevano senza freni sulle mie guance. Il notaio De Vries appoggiò rassicurante la mano sul tavolo e mi lasciò riprendere un momento. Dopo qualche minuto mi alzai. Ringraziai il notaio ed uscii dall'edificio.
La pioggia nel frattempo era cessata; c'era un profumo fresco e pulito nell'aria. Le nuvole si aprirono e i primi raggi di sole svelarono il cielo, come se la natura stessa indicasse che poteva iniziare un nuovo capitolo. Ma sapevo che Daniel e Sofia non avrebbero lasciato perdere così facilmente. Erano incastrati, la loro rovina finanziaria incombeva, e avrebbero fatto di tutto per costringermi ancora a collaborare ai loro piani.
Guidai di nuovo verso la casa alla periferia della città. Quando imboccai il vialetto d'ingresso, vidi due auto parcheggiate. Non solo quella di Daniel, ma anche quella di Sofia. Mi stavano aspettando davanti alla porta d'ingresso. Non appena la mia auto si fermò, si precipitarono verso il mio sportello. Daniel spalancò lo sportello prima ancora che potessi scendere per bene.
Il suo viso era stravolto dalla pura rabbia; la disperazione aveva lasciato il posto all'aggressività. "Sei completamente impazzita?!" urlò Daniel, mentre gli schizzi di saliva gli uscivano dalla bocca. "Siamo rovinati! Per colpa tua! I creditori stanno per sequestrare tutto!" Sofia stava dietro di lui tremando, con gli occhi rossi per il pianto. "Come hai potuto farci questo, mamma?
Siamo i tuoi figli! Scegli la parte di una donna morta anziché la tua stessa carne e il tuo sangue!" Scesi con calma dall'auto, chiesi lo sportello e mi rivolsi a loro. La mia voce era calma e determinata, senza alcuna paura o esitazione. "Non ho scelto nessuna parte, Sofia," dissi freddamente. "Ho scelto la verità. Voi avete mentito per anni, manipolato e cercato di usarmi per la vostra spazzatura finanziaria." Daniel fece un passo minaccioso in avanti.
"Adesso chiami subito quel notaio e dici che firmi l'atto dopotutto! Altrimenti…" "Altrimenti cosa, Daniel?" lo interruppi bruscamente. "Mi picchi? Mi minacci anche come hai fatto con la nonna?" Daniel si pietrificò. La bocca gli si spalancò. Mi guardò con occhi nei quali per la prima volta brillava una vera paura. "C… cosa hai detto?" "Ho detto che so tutto," risposi, guardandolo fisso negli occhi.
"E se adesso non ve ne andate immediatamente da questa proprietà, non solo chiamo la polizia, ma mi assicuro personalmente che ogni prova della vostra truffa finisca alle autorità." Caddè un silenzio di tomba sul vialetto. Il vento frusciava tra gli alberi del giardino. Daniel e Sofia si guardarono, rendendosi conto che il loro gioco era definitivamente finito.






