PARTE 6 – IL VERO TESTAMENTO DI MIA MADRE
Fuori in strada pioveva ancora, ma l'aria fresca sapeva di liberazione. Il cuore mi batteva nel petto, non per la paura, ma per un profondo e liberatorio sollievo. Avevo tenuto la schiena dritta. Per la prima volta dopo anni non mi trovavo nell'ombra delle aspettative dei miei figli, ma nella luce della verità che mia madre mi aveva lasciato in eredità.
Ma la giornata non era ancora finita. C'era un'ultima cosa che dovevo fare. Nella busta gialla non c'era infatti solo l'avvertimento sulle bugie dei miei figli, ma anche il riferimento a un atto ufficiale. Un documento che mia madre aveva redatto presso un altro notaio, da qualche parte nel cuore della città. Salii in macchina, accesi il motore e guidai attraverso le strade bagnate verso l'indirizzo scritto sul retro della lettera: Studio Notarile De Vries & Partners.
Durante il tragitto mille pensieri mi affollarono la mente. Cos'altro aveva nascosto mia madre? Se la casa non doveva essere venduta a quel prestanome, a chi era stata lasciata? E perché aveva scelto di rivelarlo solo dopo la sua morte e dopo il confronto con i miei figli? Quando arrivai al signorile studio, fui fatta entrare immediatamente da una gentile segretaria anziana che sembrava stesse già aspettandomi.
“Signora De Jong? Prego, si accomodi. Il notaio De Vries la sta già aspettando,” disse con un caloroso sorriso. Mi sedetti nello studio di un uomo dagli occhi gentili e dal volto segnato dal tempo. Il notaio De Vries si tolse gli occhiali e si rivolse a me. “Sua madre, la signora Clara de Jong, era una donna straordinaria,” esordì con voce dolce. “È venuta qui esattamente tre anni fa, poco dopo che la sua salute aveva iniziato a peggiorare.
Sapeva che i suoi nipoti avrebbero cercato di manipolarla non appena lei non ci fosse stata più.” Fece scivolare in avanti un grosso documento. Sulla copertina c'era scritto a grandi lettere: ULTIME VOLONTÀ E TESTAMENTO. “Sua madre non ha lasciato la casa a lei, e certamente non a Daniel o Sofia,” disse il notaio con calma. Trattenni il fiato. “E a chi allora?” “A una fondazione per giovani madri single che, proprio come lei a suo tempo, hanno dovuto ricostruire tutto dal nulla,” rispose il notaio.
“Ma ha fatto inserire una clausola molto speciale.” Lo guardai interrogativa. “Quale clausola?” “La casa non potrà mai essere venduta,” spiegò il notaio. “Deve rimanere un rifugio per donne che si trovano a un bivio della loro vita. E nel testamento c'è scritto che lei, e solo lei, ha il pieno diritto di gestire questa casa e di viverci finché lo desidera.” Sentii un'ondata di emozione attraversarmi il corpo.
Mia madre non solo aveva fatto luce sulla verità, ma mi aveva anche dato uno scopo. Una ragione per non guardarmi più indietro verso il passato, ma per ricominciare da capo. Ma proprio quando pensavo di sapere tutto, il notaio De Vries tirò fuori dal cassetto un'altra piccola lettera sigillata e la posò davanti a me. “Questa è per lei personale. Sua madre ha detto che avrebbe potuto leggerla solo dopo aver visto il testamento.” Presi la lettera con le mani tremanti e ruppi il sigillo.






