IL SEGRETO DELLA SEDIA VUOTA
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IL SEGRETO DELLA SEDIA VUOTA

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All'alba del giorno successivo, la decisione era ormai presa. Dopo aver raccolto i documenti fondamentali e le lettere più importanti, la casa fu chiusa con cura, lasciando che il silenzio tornasse a regnare tra le pareti della vecchia dimora di famiglia. Il viaggio di ritorno verso Firenze fu breve, ma lo stato d'animo con cui affrontò la strada non aveva nulla a che spartire con quello dei giorni precedenti. La mente era totalmente assorbita dalle coordinate geografiche e dai dettagli contenuti nell'ultima lettera trovata nella cassaforte. La destinazione finale non era lontana, ma il timore di ciò che avrebbe potuto scoprire una volta arrivata manteneva i suoi nervi tesi come corde di violino.

Una volta rientrata nel proprio appartamento fiorentino, la protagonista si mise subito al lavoro per tracciare un profilo e rintracciare i contatti indicati nei documenti. Utilizzando computer e vecchi registri digitali, riuscì a risalire a un'attività commerciale gestita da una persona corrispondente al nome e alla città indicati nei carteggi paterni. Era una piccola libreria indipendente situata in una pittoresca cittadina umbra, un luogo tranquillo che sembrava infinitamente distante dai drammi consumati nella villa toscana. Il battito cardiaco accelerò all'idea di poter comporre quel numero di telefono o di salire in macchina per percorrere quei chilometri che la separavano da una svolta epocale della sua esistenza.

Tuttavia, il buonsenso suggeriva di procedere con cautela per evitare di sconvolgere improvvisamente la vita di una persona che forse ignorava del tutto la propria storia o che, al contrario, aveva vissuto nella convinzione di essere figlia unica. La paura di essere respinta o di non essere creduta rappresentava l'ostacolo psicologico più grande da superare. Prima di partire, decise di scrivere una lettera introduttiva, allegando una copia delle vecchie fotografie di famiglia e una spiegazione dettagliata dei motivi che l'avevano spinta a farsi viva dopo tanti anni di silenzio forzato e di dolorose incomprensioni.

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