Parte 3: La ritirata temporanea
Il silenzio che seguì fu interrotto solo dal rumore costante della pioggia. I guidatori dei camion da trasloco, capendo che la situazione stava prendendo una piega legale complicata, scesero dai veicoli per chiedere spiegazioni.
«Signora, dobbiamo scaricare o ce ne andiamo?» chiese uno dei conducenti.
Clare tremava dalla rabbia. Guardò prima me, poi Marcus, e infine il suo fidanzato, che sembrava improvvisamente desideroso di essere altrove. «Questa storia non finisce qui, Jacob», disse con voce soffocata. «Impugnerò quella LLC. Dimostrerò che hai manipolato papà quando era vulnerabile!»
«Mio padre era perfettamente lucido quando ha firmato», risposi con calma. «Voleva assicurarsi che la terra rimanesse un ranch e non venisse lottizzata da speculatori edilizi.»
Clare salì in macchina senza aggiungere un'altra parola, sbattendo la portiera. Il suo fidanzato la seguì a testa bassa, mentre i camion per i traslochi fecero manovra nel fango per tornare verso la strada principale.
Marcus ed io rimanemmo sulla veranda a guardare i fari che sparivano nella notte. «Hai vinto la prima battaglia, Jacob», disse Marcus mettendomi una mano sulla spalla. «Ma Clare non si fermerà. Ora cercherà di mettere tutta la famiglia contro di te e porterà la causa in tribunale.»
«Lascia che ci provi», risposi. «Sotto la cenere ci sono ancora molte cose che lei non sa.»
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