Il Segreto di Copper Finch
News Story

Il Segreto di Copper Finch

0 visualizzazioni

Parte 12: La Rivelazione di Julian e il Socio Ombra

Rimasi immobile sulla soglia della porta, con la pioggia che continuava a bagnare le scarpe di Julian e il freddo autunnale che filtrava nel corridoio. Lo guardai negli occhi, cercando di capire se stesse mentendo o se ci fosse un fondo di verità in quel suo disperato tentativo di coinvolgerci di nuovo nei suoi problemi. «Di quale socio d'affari stai parlando, Julian?» gli domandai con tono tagliente, senza spostarmi di un centimetro dall'ingresso.

Julian deglutì a fatica, passandosi una mano bagnata sui capelli biondi e scompigliati. «Si chiama Victor Vance... no, aspetta, Victor Vance è il vostro avvocato. Si chiama Victor Thorne. È un vecchio finanziere di Portland che, trent'anni fa, era socio occulto nei traffici e nei debiti di vostro padre. È stato lui a spingere Richard a cercare di vendere il brevetto del Copper Finch nel novantaquattro, e ora, sapendo che l'azienda nazionale ha acquistato il marchio per milioni di dollari, sta cercando di dimostrare che quel contratto è nullo perché sostiene di possedere una copia originale del vecchio accordo di cessione firmato da vostro padre a nome di tutta la famiglia».

Sentii il terreno mancarmi sotto i piedi. Victor Thorne. Quel nome non mi era del todo nuovo; ne avevo sentito parlare vagamente nei vecchi racconti di mio nonno Henry, ma avevo sempre pensato che fosse solo uno dei tanti creditori senza volto che avevano tormentato la giovinezza di mio padre. «Stai dicendo che Thorne sta preparando un'azione legale contro il contratto di Evelyn?» chiesi con un filo di voce.

Julian annuì freneticamente. «Sì, Claire. E non si limiter a vie legali. Ha assoldato investigatori privati e sta cercando di dimostrare che la nonna non era in pieno possesso delle sue facoltà mentali quando ha firmato con Heritage Table Foods, usando le stesse accuse che vostro padre aveva abbozzato all'inizio. Se vince lui, il contratto decade, i soldi dovranno essere restituiti e il marchio tornerà a essere un bene pignorabile in tribunale».

In quel preciso istante, alle mie spalle risuonò una voce calma, ferma e priva di qualsiasi timore. «Lascialo entrare, Claire». Ci voltammo entrambi di scatto. Evelyn era in cima alle scale, avvolta nel suo scialle di lana grigia, con lo sguardo fiero e tagliente di chi aveva visto troppe tempeste nella vita per farsi spaventare da un vecchio ricattatore.

Scese lentamente i gradini uno alla volta, appoggiandosi al corrimano di legno, fino a raggiungere il pianerottolo d'ingresso. Fissò Julian dritto negli occhi con una tale intensità che il ragazzo abbassò immediatamente lo sguardo in segno di rispetto. «Victor Thorne non ha mai smesso di girare intorno a questa famiglia come un avvoltoio», disse la nonna con voce ferma, senza un minimo di esitazione. «Pensava che, con la morte di Henry e l'ingordigia di Richard, il Copper Finch sarebbe caduto nelle sue mani come un frutto marcio».

Evelyn si voltò verso di me, posandomi una mano sulla spalla con una stretta decisa. «Claire, chiama subito l'avvocato Vance. È arrivato il momento di chiudere i conti con il passato, una volta per tutte».