La tempesta che portò via il nostro amore
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La tempesta che portò via il nostro amore

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PARTE 4 — La verità che minacciava di dividerci di nuovo

Quella sera ero seduta accanto a James nel piccolo soggiorno della casa di Thomas. Nessuno parlava. Il messaggio minaccioso sul suo telefono aleggiava ancora tra noi come una nuvola nera.   «Se vuoi indietro il tuo passato, devi smettere di scavare. Altrimenti la perderai di nuovo.»   Quelle parole continuavano a ronzarmi in testa. Perdere di nuovo.

Come se qualcuno sapesse quanto dolore avessi già sofferto. Come se qualcuno sapesse che la mia paura più grande non era scoprire la verità... ma perdere James un'altra volta.   «Emily...» James interruppe il silenzio. Lo guardai. «Voglio che tu mi ascolti.» La sua voce tremava. «Ho perso i miei ricordi per tre anni. Ma una cosa adesso la so per certo.» Prese delicatamente la mia mano. «Non voglio mai più vivere un giorno senza di te.»   I miei occhi si riempirono di lacrime.

In passato sarei corsa da lui senza esitazione. Ma tre anni di dolore cambiano una persona.   «James, ti amo ancora.» Lui alzò lo sguardo sorpreso. «Ma l'amore non cancella semplicemente il dolore.»   Annuì lentamente. «Lo so.» «Mi sei mancato ogni singolo giorno.» La mia voce si spezzò. «Ma ho anche imparato a vivere senza di te.»   Guardò a terra. «Forse non merito che tu mi faccia rientrare.» «Ma voglio provare a diventare l'uomo che hai perso tre anni fa.»   Quelle parole mi toccarono.

Perché sapevo che parlava sul serio. La mattina dopo decidemmo di andare insieme nel luogo in cui James era stato trovato. Thomas aveva detto che forse c'era ancora qualcosa nascosto tra le rocce. Qualcosa che non era mai riuscito a riportare indietro. La strada verso la costa era silenziosa. James guardava continuamente fuori dal finistrino. Come se ogni pezzo di paesaggio risvegliasse un ricordo perduto.

Quando arrivammo, si fermò improvvisamente. «Qui.» Lo guardai. «Cosa?» Si mise una mano sulla testa. «Questo posto...» Il suo respiro si fece più veloce. «Sono stato qui.»   Afferrai il suo braccio. «James?» Chiuse gli occhi. E lentamente le immagini tornarono. La tempesta. La nave. Il panico. Un uomo che gli urlava contro. Un colpo forte.

E dopo solo acqua. Cadde quasi a terra. Lo tenni stretto. «Che cosa hai visto?» Mi guardò. Il suo viso era pallido. «Ricordo chi era con me.» «Chi?» Sussurrò un nome. Un nome che cambiò tutto. «Richard.»   Mi irrigidii. «Richard?» James annuì. «Il mio socio in affari.»   Conoscevo quel nome. Richard in passato era venuto spesso a cena a casa nostra.

Era qualcuno di cui James si fidava. Qualcuno che non avrei mai sospettato. ÇPerché avrebbe dovuto farti del male?» James guardò il mare. «Perché sapeva quello che avevo scoperto.»   Continuammo a camminare lungo la costa. Dopo pochi minuti trovammo qualcosa tra le rocce. Una vecchia scatola di metallo. All'interno c'erano documenti danneggiati dall'acqua.

Ma un foglio era ancora leggibile. Un contratto. Con la firma di Richard. James lo guardò e rimase in silenzio. «Questo dimostra tutto.» «Cosa?» «Ha usato l'azienda per sottrarre denaro.»   Sentii montare la rabbia. «E tu lo hai scoperto?» Lui annuì. «Il giorno prima della tempesta.»   Improvvisamente udimmo dei passi dietro di noi. Ci voltammo.

Un uomo era lì. Più anziano di come lo ricordassi. Ma riconobbi subito il suo viso. Richard. Non sorrideva. «Non avreste dovuto trovare questo.»   Il mio cuore iniziò a battere più forte. James si mise davanti a me. «Tre anni fa pensavi di avermi fatto sparire.» Richard guardò freddo. «Quello era lo scopo.»   Rimasi senza fiato. «Tu...» Mi guardò. «Emily, saresti dovuta semplicemente andare avanti con la tua vita.»   Quelle parole facevano male.

Come se il mio dolore non significasse nulla. Come se i miei anni perduti fossero solo un dettaglio. James strinse i pugni. «Perché?» Richard rise dolcemente. «Perché volevi distruggere tutto ciò che avevo costruito in anni.» «Quindi mi hai lasciato morire?» «Volevo solo che sparissi.» Il suo sguardo si fece scuro. «Ma a quanto pare il mare non è stato abbastanza forte.»   Sentii James tremare accanto a me.

Non per paura. Ma per rabbia. «Le hai fatto credere che fossi morto.»   Richard mi guardò. «Sarebbe stato più semplice se fosse davvero morto.»   In quel momento sentii qualcosa rompersi dentro di me. Per tre anni avevo pianto. Per tre anni mi ero data la colpa. E per tutto quel tempo c'era stato qualcuno che aveva distrutto deliberatamente la mia vita.

Ma prima che Richard potè dire altro, un rumore risuonò improvvisamente dietro di noi. La polizia. Thomas li aveva avvisati quando si era accorto che eravamo in pericolo. Richard cercò di scappare, ma questa volta non sfuggì. Mentre veniva portato via, lanciò un ultimo sguardo a James. «Forse hai riavuto la memoria.» Sorrise debolmente. «Ma non hai ancora tutto.»   James lo guardò stupito. «Che intendi?» Richard non disse più nulla.

Ma quelle ultime parole rimasero sospese. Più tardi quella sera James ed io ci sedemmo di nuovo insieme in riva al mare. Lo stesso mare che un tempo ci aveva diviso. Ma ora sembrava diverso. Più tranquillo. James mi tenne la mano. «Emily...» «Sì?» «C'è ancora un ricordo che non ho riavuto.» Lo guardai. «Quale?» Guardò l'orizzonte. «Il giorno prima di partire.» «Il giorno in cui volevi parlarmi del bambino.»   Il mio cuore si strinse. «Voglio indietro quel ricordo.» «Perché?» Mi guardò con le lacrime agli occhi. «Perché non voglio solo sapere come ti ho persa.» Strinse delicatamente la mia mano. «Voglio anche sapere quanto fossimo felici allora.»   Sorrisi tristemente. Ma nel profondo sentivo qualcosa. Come se un ultimo pezzo del passato stesse aspettando noi. Un ricordo che non era andato perduto... ma solo nascosto.