L'eredità della famiglia Vance
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L'eredità della famiglia Vance

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Parte 7: L'incendio nella tenuta di famiglia

Le fiamme si ergono per metri dal tetto della secolare villa Vance quando arriviamo alla tenuta con l'auto della polizia. I camion dei pompieri ululano, dense nubi di fumo nero si diffondono sulla vasta area e il bagliore rosso illumina il cielo notturno. Spettatori e giornalisti si accalcano dietro il nastro di sicurezza bianco e rosso. Mio padre si trova in mezzo al prato in vestaglia, gesticolando selvaggiamente contro il comandante dei vigili del fuoco.

Mia madre piange istericamente tra le braccia di uno dei loro avvocati, mentre i suoi costosi orecchini di diamanti brillano nella luce del fuoco. Non appena mi vede scendere dall'auto della polizia, il suo pianto si blocca. I suoi occhi bruciano di pura rabbia. "Tu! Tu hai fatto questo!" urla correndo in avanti, trattenuta da due agenti. "Ci hai portato via tutto e ora dai fuoco a casa nostra!" Scendo con calma dall'auto, affiancato dall'avvocato Harrison e dall'ispettore De Jong.

La guardo dritto negli occhi, senza alcuna paura. "Non ho toccato nulla, madre. Ma sembra che la tua stessa avidità sia finalmente andata in fiamme." L'ispettore De Jong si fa avanti ed estrae il tesserino. "Victor Vance e Helena Vance, siete entrambi in arresto con l'accusa di incendio doloso premeditato, frode finanziaria e omicidio della signorina Evelyn Vance." Le manette scattano strettissime attorno ai polsi di mio padre mentre urla a gran voce che si tratta di un complotto.

Mia madre cade in ginocchio sull'erba. Mentre le fiamme consumano la tenuta, per la prima volta in sedici anni sento una pace profonda e liberatoria scendere su di me. Ma poi l'ispettore De Jong mi dà una pacca sulla spalla e indica un'auto nera parcheggiata in lontananza. "Lucas, vedi quell'auto laggiù? È lì da quando siamo arrivati... e il conducente ti sta fissando tutto il tempo."